"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

mercoledì 15 novembre 2017

La finanza etica e ciò che davvero le manca


Si è appena concluso il secondo salone SRI (Social Responsible Investor) sulla finanza etica e sostenibile. La sensazione è che se il settore non si adopererà per far sì che questi temi penetrino anche nella "carne" dell'economia reale, il tutto rimarrà confinato ad un gioco della finanza con qualche fastidioso ma innocuo adempimento in più per le aziende.


La finanza etica è quel comparto della finanza, in crescita, che vuole sostenere quelle attività dell'economia reale che rispettano parametri di sviluppo considerati "equi e sostenibili". Recentemente, per dare maggiore concretezza al settore, è stato anche definito un framework di riferimento: Environmental, Social, Governance (ESG), ben illustrato nella guida edita dalla Borsa di Londra. Essa indica le tre principali aree per definire il comportamento di un'azienda "sostenibile", ovvero il suo impegno per il rispetto dell'ambiente della natura, quello sociale e le caratteristiche di governance che si è data per ottenere tutto questo. Inoltre tali temi vengono sempre più considerati come indicatori ulteriori di performance per il lungo periodo delle imprese quotate.

martedì 7 novembre 2017

La ricerca del significato, ispiratrice dei nostri comportamenti


Sia per le grandi organizzazioni sociali, gli stati, che per quelle più piccole, le aziende, il significato è l'unica spinta ai comportamenti convinti dei singoli. Viceversa, ogni essere umano è alla costante ricerca di tali significati per dare un senso a ciò che fa.

Questa riflessione mi è stata suggerita da due articoli di due giornali diversi. Essi hanno il merito di mettere sullo stesso piano "sociale" stati e aziende, partendo dalla loro necessità di fornire significati per continuare ad avere una identità e dunque une senso, rispettivamente politico ed economico.

giovedì 2 novembre 2017

Aprire agli stakeholder. Come?


Il coinvolgimento degli stakeholder, almeno nella progettazione del futuro aziendale, è un tema di interesse sempre più attuale. Come realizzarlo? In che modo gli stakeholder possono dare il loro contributo? 

Rubrik è un'azienda della Silicon Valley che fornisce soluzioni di Data Management in modalità cloud. Il suo fondatore e attuale CEO, Bipul Sinha, è impegnato in una operazione di "trasparenza radicale", come riporta il WSJ: tutti i 600 dipendenti sono invitati alle riunioni del consiglio di amministrazione.

venerdì 27 ottobre 2017

Ma la banca è una "impresa"?

Le analisi dei giornali sulla recente riammissione in borsa di MPS fa sorgere tale dubbio a un uomo della strada quale io sono.



Il quesito mi è sorto spontaneo dopo la lettura dell'analisi apparsa sul sole24ore del 26 ottobre (L'idea del terzo polo). L'articolo tratta le ipotesi di uscita dello Stato, che arriverà a possedere poco meno del 70%,  dal capitale della banca e che potrà avvenire in tre possibili forme.
Esse sono: la vendita della propria quota in borsa, la cessione ad un altro gruppo bancario o la fusione con un altro istituto domestico. Tutte e tre sono, in misura diversa, condizionate da alcuni fattori. Il primo è quello delle "valutazioni di mercato al momento della way out". Chi e cosa le determinerà?

lunedì 23 ottobre 2017

Google e Facebook: troppo grandi per non preoccuparsi


I due colossi stanno continuando a crescere, realizzando ricavi, utili e capitalizzazione di borsa sempre maggiori. In USA, e non solo, crescono le preoccupazioni per la loro capacità di turbare la vita politica e sociale. Timori fondati o ingiustificato desiderio di controllo da parte delle autorità?

Gli Stati Uniti non sono certo il paese dove è inibita la libera iniziativa. E' il luogo, però, dove per primi hanno compreso il pericolo dei monopoli e per primi lo hanno fronteggiato. La prima legge per limitare i danni dei cartelli e dei monopoli, lo Sherman Antitrust Act, è datata 1890. Da allora, a fasi alterne, vi è sempre stato un susseguirsi di azioni di contenimento, ma anche allentamento, dell'azione delle corporation le quali se da un lato contribuivano alla prosperità del paese dall'altro, nella loro foga di crescita senza limiti, ne potevano compromettere l'indipendenza e la stabilità. I fenomeni Google e Facebook però hanno alcune caratteristiche che le rendono più insidiose, e difficilmente controllabili, dei giganti dell'economia brick & mortar.

martedì 17 ottobre 2017

L’Economia: meno “triste” ma sempre presuntuosa.


Il premio Nobel per l’Economia a Richard Thaler rappresenta un ulteriore passo della disciplina verso quelle “scienze umane” dalle quali si allontanò poco dopo il lavoro fondante di Adam Smith (La Ricchezza delle Nazioni). Ciononostante ha ancora strada da percorrere per rinunciare alla presunzione, mica tanto implicita, di conoscere sempre ciò che è meglio per ognuno di noi. 

Il premio a Thaler è l’ultimo colpo, in ordine di tempo, a quell’idea di razionalità, incarnata dalla metafora dell’homo oeconomicus, che è stata finora centrale nell’analisi economica. Tale idea ha mostrato ripetutamente tutti i suoi limiti a causa delle sue deludenti prestazioni in ambito predittivo. Da diverso tempo allora l’economia si è rivolta ad altre discipline, soprattutto psicologia, per trovare modi più efficaci e convincenti di spiegare il comportamento umano nell’ambito delle scelte economiche e, così facendo, cercare di prevederlo.
Se, come è stato detto in un articolo di qualche giorno fa, il premio rallegra la “scienza triste”, come fu definita da Thomas Carlyle, è ancora lunga la strada affinchè rinunci ad essere una “scienza presuntuosa”.