"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

venerdì 6 gennaio 2012

Sotto la punta dell’iceberg


di
Riccardo Profumo

Sul Secolo XIX del 4 gennaio, in prima pagina, si parla di taxi e farmacie, del blitz sulle liberalizzazioni. Poi al Tg si parla di un altro blitz, quello della Finanza a Cortina e poi della polemica sulla Casta. Sono i contenuti della fase 2 che accendono il dibattito e raccolgono tanti consensi sul decreto Cresci-Italia.
Ma con queste misure dove andiamo? L’Italia tornerà a crescere grazie alle liberalizzazioni di edicole e parafarmacie? Cinquemila taxisti in più spazzeranno via il problema della disoccupazione?
Mi si dirà che si tratta solo della punta di un iceberg. Perché le liberalizzazioni allo studio potranno riguardare anche altri settori, dalla benzina alle poste, fino ai servizi locali. E poi non ci sono solo le misure che favoriscono la concorrenza, ma anche la riforma del lavoro e gli ammortizzatori sociali e le infrastrutture. Bene, ma questo è l’iceberg che ci salverà?  Troveremo lo sviluppo grazie alla riforma degli ordini professionali? Creeremo nuova occupazione tramite la riforma degli ammortizzatori sociali?
Non voglio essere disfattista, sappiamo tutti che un piano di rilancio della dotazione infrastrutturale sarà utile a generare occupazione e investimenti, a favorire la localizzazione di imprese estere nel nostro Paese oltre a migliorare l’efficienza dei costi logistici. E ben vengano anche le misure per il lavoro e la concorrenza.
Ma è questo l’iceberg che cambierà le sorti della nostra società e della nostra economia?
Nel frattempo, negli USA iniziano a venire fuori i prossimi sfidanti di Obama. Una di questi, Michele Bachman, ieri, sventolando un iPhone, ha invitato tutti a “fare soldi” come Steve Jobs. Per caso è una “tecnica”? Per caso è una “professora”? Non è che magari possiamo ascoltare anche lei? Perché la strada che ha indicato non è banale. Ciò di cui abbiamo bisogno, e di cui da tempo andiamo ripetendo sulle pagine di questo blog, è nuova imprenditorialità, nuove imprese che sviluppano nuovi prodotti e nuovi servizi. Queste imprese saranno in grado di far crescere l’Italia, il Pil e l’occupazione e tutto il resto.
E se vi sembra “troppo facile” il solito esempio con Steve Jobs, allora diciamo anche di BlackBerry e Skype… Così, se non vogliamo spostarci troppo dal settore della comunicazione..
L’iceberg che ci meritiamo è fatto di imprenditorialità e conoscenza. Sulla punta metteteci quello che volete.

Nessun commento:

Posta un commento