"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

venerdì 21 marzo 2014

Quando il legislatore è "avanti": le reti d'impresa

di 
Luciano Martinoli

La "Rete d'Impresa" è un contratto che consente alle imprese di mettere in comune delle attività e delle risorse allo scopo di "accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e competitiva sul mercato". Sono disponibili su vari siti svariati e pregevoli e-book che illustrano, anche nel dettaglio, le modalità operative e le ragioni per costituire una "Rete d'impresa" (a titolo di esempio vi segnalo questo).
L'intento del legislatore dunque non era certo quello di fornire uno strumento per prepararsi al peggio, come evoca la vignetta, ma, viceversa, costituire un contesto, a partire dalla rete, più prospero per le aziende partecipanti e, di conseguenza, per tutto l'indotto esistente o che si andrebbe a costituire. Uno strumento di sviluppo, dunque, non di conservazione. Tale intendimento è espresso chiaramente nella disciplina legislativa che, in uno specifico articolo, specifica chiaramente a proposito dei contenuti minimi del contratto, l'obbligo di:

...esplicitare gli obiettivi strategici di innovazione e dell'innalzamento delle capacità competitive dei partecipanti e le modalità concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi.

Va da se che per scongiurare il rischio che tali obiettivi rimangano mere esortazioni retoriche, essi devono contribuire al miglioramento delle prestazioni economiche finanziarie future (prime fra tutte i flussi di cassa) dei singoli partecipanti, che dunque dovrebbero essere esplicitate.
Cosa accade nella pratica?
Una risposta esaustiva implicherebbe un'analisi della parte dei contratti che citano, o dovrebbero citare, gli obiettivi strategici e di innovazione, attività che inizieremo senz'altro.
Nel frattempo però mi sono limitato ad un breve, e certamente poco significativo, "giro in elicottero" in rete per vedere, dall'alto, come viene presentato lo strumento contrattuale e quali sono stati gli intenti dei primi utilizzi.

...Trovare altre aziende con cui condividere alcune funzioni strategiche come marketing, logistica e distribuzione, e che permettano di ipotizzare un'espansione dal punto di vista dei contatti e del mercato di riferimento.

Questo è il primo suggerimento per fare rete di una importante camera di commercio italiana.

LE IMPRESE INTENDONO PERSEGUIRE, TRAMITE L'ISTITUZIONE DELLA RETE, L'OBIETTIVO STRATEGICO DI OTTIMIZZARE L'ASPETTO PRODUTTIVO, COMMERCIALE E MIGLIORATIVO AZIENDALE 

LA MISSION STRATEGICA DI RETE E' DUNQUE QUELLA DI INCENTIVARE LO SVILUPPO ECONOMICO, PRODUTTIVO, COMMERCIALE E  TECNOLOGICO ED ACCRESCERE LA COMPETITIVITA' DELLE IMPRESE SUL MERCATO DOMESTICO. 

Queste invece sono le dichiarazioni di obiettivi strategici di due reti.

Che dire? 
Come al solito non si può non registrare la totale assenza di capacità progettuali che non siano quelle ispirate dalla vignetta iniziale. Il "mettersi insieme" è percepito, almeno in questi esempi, sempre e comunque per "difendersi": condividere ed ottimizzare ciò che esiste. Anche i richiami allo "sviluppo" sono intesi a migliorare quella competitività che è fare le stesse cose che fanno gli altri "a meno". Come si può costruire ricchezza e sviluppo perseguendo l'obiettivo di fare tutto per sempre "a meno"?

Anche in questo caso, nonostante lo stimolo del legislatore, l'interpretazione di uno strumento contrattuale è stato interpretato al ribasso (i segnali qui riportati sono pochi ma vi assicuro che se guardate anche la bibliografia sull'argomento l'orientamento prevalente è questo) .
Siamo davanti ad una ulteriore dimostrazione che la causa dei nostri problemi non è la mancanza di strumenti, regole e supporti. Stavolta lo strumento c'è ma, guarda caso, viene visto come strumento di difesa.

Allora il problema principale da affrontare e risolvere è NELLA NOSTRA TESTA, incapace di progettare futuri luminosi con l'aiuto degli opportuni linguaggi per concepirli e dargli forma.
Prima ancora che semplificazioni, riduzioni, abbattimento di regole, abbiamo bisogno di nuove risorse cognitive senza le quali riusciremo ad immaginare solo tristi orizzonti nei quali difendere quel poco che abbiamo, che però sarà sempre meno, .   


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