"Se gli uomini non nutrono un ideale in un mondo migliore perdono qualcosa.
L'umanità non potrebbe funzionare senza le grandi speranze, le passioni assolute."
Eric J. Hobsbawm

mercoledì 7 maggio 2014

Chi fa anche i minibond... precisazione di CRIF Rating agency

di
Francesco Grande


Riceviamo, e con piacere pubblichiamo, un commento del Dott. Francesco Grande di CRIF Rating Agency all' articolo stampa apparso dopo la pubblicazione del nostro I rapporto sui minibond emessi al 14 Febbraio

Va fatta chiarezza su un punto molto importante: il Documento di Ammissione, su cui è stata imperniata l’analisi, non è l’unico documento pubblico disponibile agli stakeholder ma ad esempio – in presenza di un bond con rating pubblico – vengono pubblicati sul sito dell’Agenzia di Rating sia un comunicato stampa che un rating report all’interno del quale è possibile trovare informazioni accurate sul posizionamento competitivo dell’impresa, posizionamento strategico, previsioni economiche patrimoniali e finanziarie etc. Informazioni – pubbliche ribadiamo - che per i potenziali investitori assumono un’importanza almeno pari a quelle contenute nel Documento di Ammissione.
Ci chiediamo come sia possibile non tener conto di tutto ciò in uno studio così corposo e circostanziato. E soprattutto come sia possibile attribuire ai minibond quotati sull’Extramot PRO ed accompagnati da un rating pubblico  (Filca, Iacobucci, JSH) una valutazione in termini di ‘trasparenza finanziaria’ bassa come e talvolta addirittura di più degli altri minibond unrated.
E’ vero che le ‘mini-obbligazioni’ con rating rappresentano ad oggi la percentuale non preponderante dei titoli quotati sull’ExtraMot Pro; è vero anche, tuttavia, che non si rende giustizia a questo nuovo importante segmento di mercato se ne vengono evidenziati elementi di opacità anche quando, al contrario, il livello di informativa pubblica sull’azienda emittente è ben più alto degli standard, e ciò è reso possibile anche grazie al rating”.
Francesco Grande
Marketing & Business Development Director


Continuiamo il dialogo
di
Luciano Martinoli



Precisiamo che vi sono state alcune incomprensioni, amplificate dall'articolo della stampa ma specificate nel rapporto, riguardo le scelte metodologiche e la natura delle fonti della nostra ricerca.
Riguardo la natura si è scelto di raccogliere gli elementi da valutare da "documenti pubblici" intendendo per "pubblici" non quelli semplicemente disponibili a chiunque ne avesse fatta ricerca ma da fonti "pubbliche": Consob, Borsa Italiana. 
La scelta metodologica del "Documento di Ammissione" è inoltre dettata dall'esigenza di disporre di documenti dal formato omogeneo e, sopratutto, disponibili per tutte le emittenti, e non solo per le tre per cui era disponibile il rating. Ciò ci ha permesso di effettuare il confronto, oggetto del rapporto, e consentire valutazioni trasversali.
Rimane incomprensibile, ma di ciò va fatto addebito alle emittenti, la povertà di contenuti e indicazioni strategiche nei Documenti di Ammissione anche in presenza dei Business Plan e di conseguenti Rating pubblici. 
Questo ultimo punto, come gli altri e il rilievo fatto dal Dott. Grande, evidenzia ancora una volta come il tema della progettualità strategica, e il documento che lo descrive (Il Business Plan), siano purtroppo  tenuti in bassa considerazione dalle aziende. Esso è visto soltanto come un mero adempimento burocratico e non come oggetto dell'emissione  e, ancora più grave, non viene considerato come il progetto di futuro dell'azienda, di cui tutte dovrebbero disporre indipendentemente dalla volontà di operazioni finanziarie.

Nessun commento:

Posta un commento